Armagh, la capitale ecclesiastica d’Irlanda

di
Armagh, Irlanda del Nord © Andrea Lessona

Armagh, Irlanda del Nord © Andrea Lessona

Armagh si specchia gemella nelle due chiese di San Patrizio: riflesso riverso di confessioni diverse, entrambi ispirate al patrono d’Irlanda. Per questo è considerata la capitale ecclesiastica dell’intera Isola.

Sede arcivescovile della chiesa anglicana quanto di quella cattolica, la città nord-irlandese è fiore rifiorito nel verde della contea a cui dà nome, e nuovo simbolo di pace dopo gli anni sangue dei Troubles.

Oggi chi ne attraversa strade e memoria, come ho fatto io, è colpito dal suo ordine britannico e dal suo calore celtico. Armagh è così: due mondi in un uno per dare vita a una nuova vita di convivenza.

Fu Patrizio, allora non ancora santo, che nel 445 fece costruire qui la prima chiesa di pietra dell’Isola. Scelse una collina non lontano da Forte Navan (conosciuto ai suoi tempi col nome di Emain Macha) come base per evangelizzare il territorio.

Oggi in questo luogo sorge la Cattedrale della Chiesa d’Irlanda di Armagh. Il nucleo risale al XIII secolo, anche se gli attuali tratti gotici sono il risultato dei lavori fatti tra il 1834 e il 1840. Dentro, dove si celebra il rito protestante, ci sono i resti di una croce celtica del XI secolo.

Appena oltre, spicca il Tandragee Idol, la statua di granito dell’età del ferro. Nella navata meridionale risalta il monumento dedicato all’arcivescovo Richard Robinson (1709-94) , l’uomo che fondò l’osservatorio astronomico e la biblioteca pubblica – la più antica dell’Irlanda del Nord.

Insieme al Vicariato, si trova proprio dall’altra parte della strada: entrambi conservano i tesori preziosi della città e della contea di Armagh. Ho passato ore a scoprirli dopo aver lasciato la Cattedrale, proprio di fronte a Vicar’s Hill.

Non prima, però, di aver visto e fotografato la lapide esterna sulle mura del transetto nord della chiesa: è lì che sono sepolti i resti mortali di Brian Ború, l’Alto Re che sotto la bandiera dei tre leoni unificò per primo l’Irlanda.

Scendendo per Dawson Street, ho imboccato Cathedral Road: da lì ho visto le torri gemelle della Cattedrale Cattolica Romana entrare nel cielo di Armagh. E ferirlo. Anch’essa, come quella protestante è dedicata a San Patrizio.

Vestita di gotico su una scalinata infinita, è stata costruita tra il 1838 e il 1873. Il suo interno è un insieme variopinto di mosaici che le danno un’apparenza bizantina. E poco si sposano col supporto del tabernacolo e il crocefisso del presbiterio modernizzato nel 1981.

Lasciato l’edificio ecclesiastico, ho proseguito la mia scoperta di Armagh scendendo per Lonsdale Road sino a dove si incrocia con The Mall: questo verde curato, a est della città, una volta ospitava corse di cavalli e combattimenti di galli e tori.

Fu l’arcivescovo Richard Robinson che nel XVII secolo pose fine alle attività e diede ordine di trasformare il luogo in un elegante parco in stile georgiano. Oggi alla sua estremità nord si trova il palazzo di giustizia, ricostruito dopo l’attentato dell’Ira nel 1993. A sud invece c’è il carcere dismesso nel 1988. In mezzo, un prato disteso in cui cannoni muti riposano.

Nell’attraversarlo sono entrato prima nel museo dei Royal Irish Fusiliers: racconta l’impresa del reggimento che nel 1811 riuscì a impossessarsi di uno dei vessilli di Napoleone. Poi ho scoperto i tesori preistorici del museo di Armagh, lì vicino.

La mia ultima tappa è stato l’osservatorio astronomico della città: fondato anch’esso dall’arcivescovo Richard Robinson nel 1790 è ancora oggi il più importante istituto di ricerche astronomiche d’Irlanda.

Irlanda che fa di questa città la sua capitale ecclesiastica e il simbolo di un’Isola spaccata da ragioni politiche e religiose ereditate. E che oggi cerca di ricongiungersi, specchio di chiese gemelle dedicate a San Patrizio.

I commenti all'articolo "Armagh, la capitale ecclesiastica d’Irlanda"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...