Causeway Coastal Route, scenari da sogno

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Causeway Coastal Route © Brian Morrison

Causeway Coastal Route © Brian Morrison

Negli occhi velati di pioggia ho Torr Head. Un profilo sfocato nel cielo basso della Causeway Coastal Route. Oltre, distinguo il mare mosso che separa l’Irlanda del Nord dalla Scozia.

Con l’auto scendo la collina e imbocco la stradina verso i resti bagnati delle abitazioni dei guardacoste. Dal parcheggio del piazzale, lo sguardo sale lungo il costone per incontrare la stazione segnaletica costruita nel 1822.

Fu usata per anni dai Lloyd’s come osservatorio privilegiato del traffico marino nel Canale del Nord. L’edificio, insieme alle case dei lavoratori, venne poi abbandonato intorno agli Anni 20 del secolo scorso.

Oggi questo luogo estremo è meta dei turisti più “avventurosi” che sfidano la strada impervia delineata lungo la Causeway Coastal Route. E’ la stessa che stamane ho imboccato appena uscito dal traffico caotico di Belfast.

La pioggia è stata la mia sola compagna: l’ho incontrata subito lungo il percorso nella contea di Antrim, considerato uno dei cinque più straordinari al mondo. E insieme siamo scivolati via sulle bellezze di questa terra contesa da secoli.

A Carrickfergus ho visto sfilare dal finestrino abbassato il castello normanno costruito intorno al 1180 da John de Courcy. Qui, in questa cittadina di circa 27 mila abitanti, la più antica della contea di Antrim e famosa nel mondo per la canzone che porta il suo nome, il poeta Louis MacNeice trascorse la sua infanzia.

Il tratto della Causeway Coastal Route verso Torr Head © Andrea Lessona

Poi, miglio dopo miglio di scenari così uguali e così diversi, sono arrivato a Carnlough. Mi sono fermato proprio davanti al suo porticciolo: un presepe di pescherecci variopinti che trovano rifugio in questo angolo sicuro.

Il villaggio, 1500 anime soltanto, è diventato famoso quando un “tale” di nome Wiston Churchill acquistò il Londonderry Arms Hotel, costruito nel 1848 e ancora oggi in funzione con le sue 35 camere.

L’albergo è una base ideale per scoprire le attrattive della zona: i nove Glens di Antrim e le cascate di Glenariff, circondate dai boschi del Forest Park dove si può camminare per ore tra radure ondulate.

Io ho scelto la strada, e la pioggia alternata al sole accecante. E ho continuato a districarmi su questo percorso che si stringe sino a farsi sentiero dopo Cushendun, il paesino dai cottage tipici della Cornavaglia, edificato proprio alla foce della fiume Dun.

Per salire sino a Torr Head mi sono fermato a chiedere indicazioni in una delle numerose fattorie, i cui tenutari hanno origini scozzesi. Un uomo dal forte accento mi hai indicato più con la mano che con le sue parole la via: su, ancora su.

E così mi sono inerpicato tra colline che subito mi hanno fatto intravedere strapiombi vertiginosi, il mare sferzato dal vento arricciarsi in grosse onde, e un cielo privato dalla nebbia del suo colore più vero.

Lungo il percorso ho incontrato l’immancabile gregge di pecore: che insieme a macchine provenienti dal senso opposto mi hanno fatto sterzare bruscamente a sinistra per non investirle.

E poi, dopo un continuo saliscendi, sono arrivato qui: su questo lembo di terra da cui nei giorni di sole si può scorgere il Mull of Kintyre, la parte sud-occidentale della lunga penisola del Kintyre, nella regione dell’Argyl, in Scozia.

Ma oggi da Torr Head, l’alta roccia dove l’erosione ha distrutto giovani macigni scoprendo un’antica superficie di terra, vedo solo il cielo caduto sul mare mosso. E la pioggia velarmi gli occhi.

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