Giant’s Causeway, il Selciato del gigante

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Giant's Causeway al tramonto © Causeway Coast and Glens

Giant's Causeway al tramonto © Causeway Coast and Glens

Le onde dell’Atlantico sbattano furenti contro la Giant’s Causeway aprendosi in un ventaglio bianco di spruzzi. Seduto su una delle 40 mila colonne basaltiche del Selciato del Gigante, guardo il cielo dell’Irlanda del Nord scomparire e riapparire nel divenire del mare in burrasca.

Il vento che sferza la costa della contea di Antrim è freddo: tremo nel mio giubbotto imbottito. Ma non indietreggio, deciso a godere di questo spettacolo regalatomi dalla Natura.

Dal 1986 l’area è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, diventando una riserva naturale nazionale un anno dopo. Oggi è gestita dal National Trust. E’ stato proprio uno dei suoi addetti ad accogliermi al parcheggio indicandomi l’ingresso.

Arrivare qui non è difficile: basta seguire i cartelli sulla Causeway Coastal Route, e invece di deviare verso Bushmills, il piccolo villaggio famoso per la distilleria di whiskey, si sale sul promontorio dove si trova il Centro turistico, pieno dei soliti ninnoli, una caffetteria e la biglietteria.

Superata l’entrata, un pullman aspetta i visitatori per frenare la discesa ripida che porta alla Giant’s Causeway. Chi vuole può andare a piedi e respirare il vento dell’Atlantico. Io ho scelto lo scenario della costa vissuto passo a passo per circa un miglio.

Negli occhi, metro dopo metro, ho visto distendersi uno dei capolavori disegnati dalla mano paziente e artistica della Natura. Che non ha fretta perché conosce il tempo, il mare, il vento.

La scienza spiega che sessanta milioni di anni fa la contea di Antrim fu scossa da una forte attività vulcanica: basalto fuso e fluido si insinuò nei letti di gesso, formando un ampio plateau lavico. Aria ed acqua gelarono la lava in una morsa di colonne dalle forme esagonali, ma anche anche a quattro, cinque, sette e otto lati.

La storia dice che la scoperta del Selciato del Gigante venne urlata al mondo nel 1693 grazie a Sir Richard Bulkeley, membro del Trinity College di Dublino, attraverso la stesura di un documento pubblicato dalla Royal Society. Altri sostengono che fu il vescovo di Derry a vedere l’area un anno prima.

La leggenda racconta che la Giant’s Causeway fu realizzata dal gigante Fionn mac Cumhail per arrivare in Scozia e vincere un suo pari altezza, Benandonner. Accortosi della mole dello sfidante, l’irlandese tornò indietro chiedendo alla moglie di nasconderlo sotto le coperte, e farlo passare per suo figlio. Così quando lo scozzese vide le dimensioni del “piccolo” pensò che il padre dovesse essere mastodontico, e ritornò in Scozia distruggendo il selciato per paura di essere raggiunto.

Di questo episodio ci sono mille versioni perdute negli annali. E ognuno può scegliere quella che fa battere di più il suo cuore. Il mio si “accontenta” di ciò che ha davanti: la bellezza senza tempo di un luogo oltre il tempo.

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