Irlanda del Nord, bellezza contesa

di Andrea Lessona
9 ottobre 2012
Irlanda del Nord, bellezza contesa

Viaggio in Northern Ireland per riscoprire la bellezza di un terra sfregiata da anni di guerra. Che oggi vuole un orizzonte arcobaleno per tornare a sperare e mostrare i suoi tesori al mondo intero.

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Murales dell’Irlanda del Nord, il ricordo indelebile di Derry

27 novembre 2012
Murales Derry, Irlanda del Nord © Andrea Lessona La stele coi nomi dei caduti nel Bloody Sunday, Derry © Andrea Lessona Statua dedicata ai Blocchi H, Derry © Andrea Lessona

Nella città del Bloody Sunday per vedere da vicino i simboli di una guerra che oggi sembra finita dopo quasi quaranta anni da quella maledetta “Domenica di Sangue”.

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Sulle mura di Derry

4 giugno 2012
Sulle mura di Derry © Northern Ireland Tourist Board

Lungo il chilometro e mezzo di bastioni intorno al cuore della città nord-irlandese. Che ancora oggi sono simbolo di presidio e divisone tra la comunità nazionalista e unionista.

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Dunluce Castle, la Fortezza di Antrim

18 maggio 2012
Dunluce Castle © Chris Hill L'ingresso del Dunluce Castle © Andrea Lessona Stemma all'ingresso del Dunluce Castle © Andrea Lessona

Nel maniero costruito su un blocco di basalto nero a picco sul mare dell’Irlanda del Nord. Un luogo sopravvissuto al tempo che racconta le gesta eroiche dei suoi proprietari.

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Bushmills Distillery, tra i segreti del whiskey

13 aprile 2012
L'interno dell'edificio della Bushmills Distillery © Andrea Lessona L'edificio della Bushmills Distillery © Andrea Lessona L'esterno della Bushmills Distillery © Andrea Lessona

Nella prima distilleria al mondo ad aver ottenuto la licenza per la produzione di whiskey. Un viaggio nei sapori e nella cultura di un luogo che tra le sue pareti trattiene il segreto di una delle bevande più bevute sulla Terra.

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Giant’s Causeway, il Selciato del gigante

6 novembre 2009
Giant's Causeway al tramonto © Causeway Coast and Glens Particolare della Giant's Causeway © Nutan Altra veduta delle colonne di basalto alla Giant's Causeway

Al cospetto di un luogo senza tempo nella contea di Antrim, dove sessanta milioni anni fa la Natura ha creato 40 mila colonne basaltiche dalle svariate forme geometriche. Forse il selciato di creature enormi estinte per attraversare il mare.

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Rathlin Island, oltre l’Irlanda del Nord

23 ottobre 2009
La costa di Rathlin Island © Andrea Lessona Cormorano spicca il volo dalla baia di Rathlin Island © Andrea Lessona Foca nella baia di Rathlin Island © Andrea Lessona

Sull’isola a dieci chilometri dalla Causeway Coastal Route per vivere in pochi minuti la bellezza selvaggia di un luogo senza tempo dove l’uomo è ospite della Natura.

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Carrick a Rede, sul ponte di corda

16 ottobre 2009
Carrick-a-Rede, Irlanda del Nord © Chris Hill Sospeso su Carrick a Rede © Andrea Lessona Attraversando Carrick-a-Rede, il Ponte di Corda © Andrea Lessona

In Irlanda del Nord a pochi metri dalla costa, sospeso nel vento, per attraversare la campata di assi e funi: una delle maggiori attrattive turistiche della contea di Antrim.

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Causeway Coastal Route, scenari da sogno

9 ottobre 2009
Causeway Coastal Route © Brian Morrison Il tratto della Causeway Coastal Route verso Torr Head © Andrea Lessona

Da Belfast sino a Torr Head. Per vivere miglio dopo miglio paesaggi dipinti lungo uno dei cinque percorsi automobilistici più straordinari al mondo.

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Irlanda del Nord, bellezza contesa

Irlanda del Nord, bellezza contesa

La voce dell’Irlanda è melanconica e ammaliatrice: non riesci a farla tacere dentro di te.

E così quando l’ho sentita attraversarmi di nuovo il cuore e l’anima, mi sono rimesso in viaggio nel modo che sento più mio: solo, zaino in spalla, un taccuino per fermare i pensieri e la macchina fotografica per fermare il tempo.

E ho riscoperto una delle zone più belle dell’Isola: il Nord. Proprio quel Nord che la cartina geografica e la politica vuole diviso in confini invisibili ma ancora forti dal resto di Erin. Lassù, in quell’angolo britannico, primo e ultimo baluardo di un Impero disciolto, ho incontrato tante persone e le loro speranze per un futuro di pace.

Tra strette di mano gonfie di forza e gratitudine, sono stato benedetto mille volte per essere andato in Northern Ireland a raccontare una terra ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Uomini e donne di ogni confessione mi hanno aperto il cuore e io gliel’ho restituito in un flusso continuo d’emozione che da sempre mi lega a questa gente. Che per me è la mia gente.

Miglia dopo miglia, nella pioggia furente alternata a un sole accecante, ho guidato sulla Cuaseway Coastal Route per arrivare sino a Torr Head, luogo estremo separato dalla Scozia da solo 20 chilometri di oceano schiaffeggiato dal vento.

Da Ballycastle, dove Marconi eseguì le prime prove sui segnali radio nel 1898, ho attraversato il mare gonfio per andare a Rathlin Island: un’isoletta di poche case e pochi abitanti. Lì, invece dei famosi puffin, già volati via, ho stretto amicizia con una grande foca “ancorata” nella baia.

Tornato sulla terra ferma ho camminato tremante a Carrick-a-Rede per rimanere sospeso sul ponte di corde a trenta metri sopra le acque, e guardare l’infinito infrangersi in milioni di spruzzi sulla costa frastagliata.

Una costa che mi ha regalato le Giant’s Causeway: colonne geometriche formate dalla lava cristallizzata eruttata 60 milioni di anni fa. Uno spettacolo senza tempo, avvolto nella leggenda del gigante Finn McCool che realizzò il passaggio per attraversare il mare e arrivare in Scozia per sconfiggere il suo nemico.

Dopo tanta acqua, sono andato alla Bushmill, la più antica distilleria legale del mondo dove il profumo del whiskey penetra nelle narici e infiamma l’anima dal 1608. Un sorso della uisce beata e ti senti un altro uomo. Pronto per riprenderti la strada e guidare ancora sino a Londonderry.

Sono entrato nella Free Derry passando nel quartiere del Bogside: i famosi murales vivono dipinti sulle case della zona. Memoria storica per non dimenticare il Bloody Sunday e quaranta anni di scontri.

Da lì ho visto le mura in cui è avvolto e protetto il centro, e il giorno dopo le ho camminate tutte per avere una prospettiva diversa della città e della storia di questa zona. Che ha segnato profondamente quella dell’intera Irlanda del Nord.

Storia che ho visto raccontarsi nell’Ulster Amaerican Folk Park, vicino a Omagh. Qui, in tre ore, ho rivissuto tre secoli di emigrazione forzata del popolo irlandese sin dai tempi della Grande Carestia.

Poi ho viaggiato al centro della terra nord-irlandese nell’oscurità delle Marble Arch Caves, geoparco europeo per scoprire stalattiti e stalagmiti di milioni di anni e sono riemerso a nella cittadina di Enniskillen per ammirare le sue vie colorate, il castello e i musei di guerra.

Sarei dovuto tornare a Belfast, da dove il viaggio era iniziato, ma l’istinto mi ha portato oltre: pochi chilometri e un confine invisibile divide il Northern Ireland dalla Eire. Così l’ho superato per tornare a Sligo, alle pendici del Benbulben.

Sono andato nel posto in cui mi sento più a casa: lo Yeats Country. Nella terrà che ispirò e prende nome da William Butler Yeats. Ancora una volta mi sono inginocchiato davanti alla tomba su cui c’è sempre una rosa rossa, il simbolo della sua poesia.

Dopo un giorno trascorso a rivivere luoghi e ricordi, ho lasciato Sligo alle mie spalle e ho tagliato l’Isola in diagonale guidando sino a Dublino: con la strada e col pensiero ho unito l’Irlanda.

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